La radioterapia è oggi percepita come una terapia sicura e affidabile dalla grande maggioranza dei pazienti oncologici. Ma accanto alla tecnologia e all’innovazione clinica, emerge con forza un altro bisogno: quello di essere accompagnati sul piano umano ed emotivo lungo tutto il percorso di cura.
Un alto livello di fiducia nella radioterapia
Secondo una recente indagine condotta da AstraRicerche in collaborazione con Airo, il 92% dei pazienti sottoposti a radioterapia dichiara di sentirsi sicuro rispetto al trattamento ricevuto. Un dato significativo, che si accompagna alla percezione di un rapporto positivo con l’équipe sanitaria: il 76% degli intervistati afferma di essersi sentito seguito e accompagnato durante la terapia. Anche la qualità delle informazioni iniziali gioca un ruolo centrale nella costruzione di questo clima di fiducia, giudicate chiare e complete dal 66% dei pazienti.
Informazione e relazione come base della cura
La fiducia non nasce solo dall’efficacia delle macchine o dalla precisione delle tecniche utilizzate. A pesare in modo rilevante è anche il modo in cui il percorso viene spiegato, condiviso e vissuto insieme ai professionisti sanitari. Una comunicazione chiara fin dall’inizio consente ai pazienti di affrontare la terapia con maggiore consapevolezza, riducendo incertezze e timori legati a una fase spesso delicata della malattia.
Il bisogno di sostegno emotivo resta centrale
Accanto agli aspetti positivi, l’indagine mette in evidenza una criticità trasversale: per il 48% dei pazienti il bisogno principale non riguarda la tecnologia, ma il carico emotivo legato alla malattia oncologica. Un dato che richiama l’attenzione sulla dimensione psicologica della cura, spesso vissuta come la parte più complessa del percorso terapeutico, anche quando i trattamenti sono ben tollerati.
Sintomi e organizzazione, una gestione valutata positivamente
Tra le difficoltà segnalate emergono anche i sintomi infiammatori, indicati dal 51% degli intervistati, e la necessità di recarsi frequentemente in ospedale, citata dal 47%. In questi ambiti, però, la gestione viene giudicata efficace e tempestiva dal 44% dei pazienti e comunque adeguata dal 49%, a conferma di un’organizzazione sanitaria percepita come solida e reattiva.
Il valore del follow-up nel tempo
A sei mesi dalla conclusione del trattamento, il 71% dei pazienti non riferisce effetti significativi. Le visite di controllo sono considerate utili o molto utili da oltre il 90% degli intervistati, segno che il follow-up viene vissuto come una fase integrante della cura. Un momento fondamentale non solo per monitorare eventuali effetti tardivi, ma anche per orientare e rassicurare i pazienti nel tempo.
Tecnologia e umanità, due aspetti inseparabili
“Questa fiducia è il risultato di anni di investimenti in innovazione, competenze e lavoro multidisciplinare, ma soprattutto di una relazione di cura basata su chiarezza, presenza e responsabilità condivisa”, sottolinea Liliana Belgioia, membro del consiglio direttivo di Airo. Un concetto ribadito anche da Stefano Pergolizzi, presidente dell’Associazione, secondo cui “la radioterapia è sempre più riconosciuta come una cura affidabile, ma l’esperienza del paziente non si misura solo in termini di efficacia clinica”. La vera complessità del percorso oncologico resta spesso la dimensione emotiva, che richiede la stessa attenzione riservata alla tecnologia.
02 Febbraio 2026
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